Leggenda Santa Caterina

Esiste una leggenda tramandata dagli anziani che racconta come si sia originato il lago, e questa storia e’ conosciuta come la leggenda di Santa Caterina. Secoli e secoli fa, al posto del lago c’era un piccolo villaggio di pagliarelle. Un giorno arrivò nel villaggio un vecchio mendicante che andava di casa in casa a chiedere l’elemosina. Nessuno lo conosceva e tutti lo cacciavano via senza dargli niente, visto che gia’ per loro la vita era dura, figuriamoci a sprecare quel poco che avevano con lui. Il vecchio arrivo’ davanti alla capanna di Caterina, un’anziana vedova che dopo la morte del marito viveva in miseria con quello che riusciva a tirar su dal piccolo orto e dalle poche galline. Lui le disse:“dammi qualche cosa signora” e lei rispose: “ma che cosa ti posso dare io? sono una povera vecchia , ho solo questo pezzo di pane..” ma l’uomo insistette e Caterina gli diete il pane che stava mangiando. Il vecchio lo prese, lo mangio’ e poi disse: “dammi un po’ di vino signora”, e la vecchia rispose: “il vino non ce l’ho, da quando e’ morto mio marito i tini sono vuoti..”  ma lui insisteva: “non e’ vero signora, fammi vedere se sono vuoti o no”. Ed allora lei lo portò nella cantina. Ma appena entrarono, i tini vuoti iniziarono a ribollire come se ci fosse il mosto dentro, andarono a vedere ed erano pieni di buon vino. Caterina gli diete il vino e dopo aver bevuto il vecchio le disse: “seguimi senza girarti”, lui camminava avanti e lei dietro e risalivano per la collina verso la zona di Colle Marte. Arrivati sulla cima della collina il vecchio le disse: “ora girati”, lei si voltò e stupita vide un lago al posto del suo villaggio e una chioccia ed i suoi pulcini che galleggiavano sulla superficie, si rigirò verso il vecchio ma lui,  non c’era più. Caterina era stata ricompensata per la sua bontà e decise si stabilirsi sulla cima della collina, là dove l’aveva condotta il vecchio mendicante, in una grotta scavata nel tufo.

La zona di Colle Marte era abitata anche dai romani ed ancora oggi ci sono, in un boschetto, i resti di una grotta crollata scavata nel tufo che veniva chiamata “la grotta di Santa Caterina” ma che originariamente doveva essere la nicchia dove fu rinvenuta la statua del Dio Marte venerato dai Gladiatori, oggi nella collezione del Museo di Villa Torlonia a Roma.

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